L'astragalo (Astragalus membranaceus) è una pianta medicinale antica, tra le più importanti nella medicina tradizionale cinese, dove la sua radice viene utilizzata da secoli per rafforzare il corpo e sostenere il sistema immunitario.
Negli ultimi anni, l'interesse scientifico per questa pianta è aumentato, specialmente in relazione agli studi sull'invecchiamento e i telomeri, ma è importante distinguere tra risultati consolidati e promesse di marketing esagerate.
Cosa sono i telomeri e perché sono importanti:
I telomeri sono strutture simili a cappucci che proteggono le estremità dei cromosomi.
La loro lunghezza si accorcia ad ogni divisione cellulare, e questo accorciamento è legato all'invecchiamento e alle malattie correlate all'età.
Uno dei motivi dell'interesse per l'astragalo è l'ipotesi che alcuni suoi componenti possano influenzare l'attività dell'enzima telomerasi, il cui compito è mantenere la lunghezza dei telomeri.
Cosa ha scoperto lo studio in laboratorio:
Uno studio di laboratorio pubblicato sulla rivista Biomedicines nel 2020 ha testato un estratto di radice multi-componente di astragalo su linfociti (globuli bianchi) con telomeri corti, prelevati da 18 donatori sani.
Le cellule sono state esposte in vitro a una singola dose a una concentrazione di un microgrammo per millilitro per tre giorni.
I ricercatori hanno riportato un significativo allungamento dei telomeri in circa il 72% dei campioni dei donatori (13 su 18) e una diminuzione della percentuale di cellule con telomeri molto corti.
L'allungamento è risultato dipendente dalla telomerasi, cioè legato all'attività dell'enzima.
È importante sottolineare: si tratta di cellule in coltura in laboratorio (in vitro), non di esseri umani. Lo studio non ha testato l'allungamento della vita delle cellule o degli esseri umani, né ha testato la protezione dai radicali liberi.
Cosa non è ancora stato dimostrato negli esseri umani:
La differenza tra in vitro e un organismo vivente è sostanziale.
Le prove che gli attivatori della telomerasi a base di astragalo (come l'integratore TA-65 e la molecola cicloastragenolo) allunghino effettivamente i telomeri negli esseri umani sono deboli e incoerenti.
In alcuni studi che hanno riportato un allungamento dei telomeri negli esseri umani, potrebbe trattarsi di un cambiamento nella composizione delle cellule immunitarie (più cellule giovani con telomeri naturalmente più lunghi) e non di un'attivazione diretta della telomerasi.
Inoltre, esiste un rischio teorico che l'attivazione della telomerasi possa contribuire a processi cancerosi, e la sicurezza dell'uso a lungo termine non è nota.
Pertanto, è corretto considerare l'astragalo come una pianta tradizionale interessante per la ricerca, e non come un integratore anti-invecchiamento provato.
Componenti attivi:
- Flavonoidi: Antiossidanti che supportano la normale funzione cellulare.
- Polisaccaridi: Componenti studiati in relazione alla regolazione del sistema immunitario.
- Saponine: Tra cui il cicloastragenolo, la molecola che ha suscitato interesse di ricerca in ambito telomerico.
Usi tradizionali e aree di ricerca:
- Supporto al sistema immunitario: L'uso tradizionale principale dell'astragalo; la pianta è studiata in relazione alla regolazione delle risposte immunitarie.
- Pianta adattogena: Nella medicina tradizionale cinese è considerata una pianta che supporta il corpo nell'affrontare carico e stress.
- Salute cardiovascolare: Studiata in ricerche preliminari, ma non ci sono prove sufficienti per affermare che riduca la pressione sanguigna, il colesterolo o i trigliceridi negli esseri umani.
- Metabolismo e zucchero: Solo oggetto di ricerca iniziale; non va considerato un mezzo per regolare lo zucchero nel sangue o prevenire il diabete.
Importante sapere: L'astragalo può influenzare il sistema immunitario, quindi chi assume farmaci immunosoppressori, soffre di una malattia autoimmune, assume altri farmaci, è in gravidanza o allatta, è consigliabile consultare un medico prima di assumerlo. Le informazioni qui sono generali e non costituiscono consulenza medica.
Riferimenti:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7168059/
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